lunedì 20 febbraio 2017

Il libro nero della socialdemocrazia



"Psicosi di stato indotta che porta il cittadino ad abbandonare la ragione e a perdere l'istinto di autoconservazione".

Ripetete una bugia mille volte e la gente imparerà a riconoscerla subito come tale. Goebbels forse non l'aveva previsto, ma il fact-checking online è la sua nemesi. La sua frase più famosa (o famigerata) non è più vera, è stata falsificata da Internet.
Le bugie talmente grosse da essere percepite come verità si potevano credere ai suoi tempi e fino a vent'anni fa, quando c'erano solo la radio, il cinema, le parate di regime e soprattutto la televisione.
Proprio la televisione, responsabile dell'indottrinamento popolare più massiccio negli anni 80-90 per quanto riguarda l'Italia, è ormai ridotta - con pochissime eccezioni - a ripetitore passivo del pensiero unico del partito unico e la propaganda viene ormai somministrata in maniera così spudoratamente ed evidentemente falsa da provocare sempre più spesso e in un numero crescente di persone una vera e propria reazione di rigetto, seguita dalla ricerca da parte loro di una forma alternativa di informazione che trovano in Rete.
Oggi Internet è quindi veramente diventata l'agorà definitiva della democrazia e della partecipazione e il luogo dove la propaganda televisiva e della carta stampata (quest'ultimo oramai un medium in via di estinzione), vengono sottoposti a validazione continua. E' questo che fa paura, più che la diffusione delle "bufale" in un mezzo che, essendo un mare, contiene per forza di cose anche scogli, abissi, iceberg e gorghi.

In Rete si fa informazione, si smascherano i trucchi della persuasione. Soprattutto chiunque può farlo, "we the people", e per questo vogliono imbrigliarla, penalizzare chi la usa criticamente per cercare e fare informazione, censurarla con i loro ridicoli bot programmati con le parole chiave da cancellare, come se l'uomo non avesse un cervello in grado di cambiare le parole, stravolgerle, riscriverle, addirittura crearne di nuove.  Come se, all'occorrenza, non vi fossero già perfino le catacombe già pronte dove andare a rifugiarsi per bloggare in santa pace senza che la psicopolizia pensi di darci un dolore sospendendoci il Facebook. Sarà un po' complicato ricordare l'url  di profondità ma, che importa? 
Quando il Faccialibro della Faccetta Tosta che gioca al Piccolo Goebbels del nuovo millennio e l'Uccellino Azzurro avranno perso gli ultimi utenti interessanti, quelli che producono idee e le fanno circolare, creando controcultura, non riusciranno a fare la crana solo con i gattini, soprattutto se questa guerra finirà e il mondo parlerà di nuovo la lingua della normalità. 
E poi, Dio benedica il mercato, sono società quotate in borsa, un ditino sul sell può ucciderne più della spada.  Altro che la lingua. 

Con questa nota di speranza parliamo dell'ultima balla ufficiale irrorata tipo Agente Orange dal MSM, quella secondo la quale il Presidente Donald Trump durante un rally in Florida sabato scorso "avrebbe parlato di un attentato avvenuto in Svezia venerdì, attentato mai esistito". Lo avete letto su tutti i giornalacci e ve lo hanno ripetuto alla nausea nei PDnews24 tra una scissione piddina e un cazzochecenefrega.


In questa fakenews c'è una verità: quel "non è mai esistito", che però si riferisce alla frase attribuita a Trump, che non l'ha mai pronunciata, non all'attentato.
Ricordate la legge dell'hamburger di un mio vecchio post? Vi suggerisco di rileggerlo, perché purtroppo i suoi suggerimenti per crackare l'informazione mainstream sono più che mai validi e lo saranno sempre di più in futuro.  Sapete riconoscere quindi la polpetta di verità nascosta in questa fakenews? 
Mi viene da sorridere perché il meccanismo che hanno utilizzato per convincere i cani di Pavlov che li ascoltano e ancora li credono - purtroppo ce ne sono ancora tanti ma, credetemi, nelle loro certezze si stanno aprendo delle belle crepe - si basa sulle regole di base della psicologia della testimonianza, che ho descritto in quest'altro post. Usano meccanismi semplici per cervelli semplici, ovvero quelli che non fanno il minimo sforzo per imparare.

Prima di iniziare il fact checking del discorso del nostro cigno biondo preferito, tenete a mente questo principio, per dopo. Più insistono e pestano sulla menzogna, più stanno cercando di oscurare qualcosa che la verità nascosta in quella menzogna potrebbe farvi scoprire..

The Donald, parlando ad una grande folla in Florida dell'immigrazione selvaggia ha detto solo: "Guardate la Germania, guardate a cosa sta accadendo in Svezia - ieri sera. La Svezia! Chi l'avrebbe mai detto? Ne hanno accolti un numero enorme (migranti, ndr) e stanno avendo problemi inimmaginabili. Guardate cosa accade a Bruxelles, in tutto il mondo. Guardate Nizza, Parigi. Abbiamo fatto entrare migliaia e migliaia di persone nel nostro paese e non c'era modo di controllarle. Così, vogliamo rendere la nostra nazione sicura."


Come avrete letto nella traduzione letterale e ascoltato di persona, Trump non ha mai pronunciato le parole terrorismo ed attentato. Tantomeno ha parlato di un attentato avvenuto la sera prima in Svezia, come ha scritto, mentendo, "la Repubblica".
Nonostante ciò, dopo la disseminazione della menzogna da parte del MSM, sono state immolate decine e decine di tastierini per scrivere migliaia di tweet su "cosa diavolo è accaduto in Svezia venerdì sera, haha!", oltre alla solita infantile sequela di insulti rivolti a qualcuno che finalmente ha sostituito Berlusconi come oggetto del loro transfert negativo.

Ebbene, il presidente Trump paradossalmente si riferiva ad un'intervista del giornalista Tucker Carlson al regista Ami Horowitz, autore di un corto intitolato "Stockholm Syndrome" (la sindrome di Stoccolma) andata in onda venerdì su Fox News - quindi sul mainstream - ma su un'emittente un po' meno progressista e antitrumpiana del solito.


Horowitz nel suo reportage sulla situazione in Svezia racconta come il paese scandinavo sia diventato negli ultimi anni "la capitale dello stupro", nonostante le svedesi da lui intervistate, da brave Figlie della Lupa Femminista si ostinino a negare l'evidenza che gli stupri sono commessi principalmente da immigrati e li attribuiscano ad una generica "natura maschile". Eppure, è solo da quando i migranti giungono a frotte che gli stupri sono aumentati vertiginosamente, come testimoniano le statistiche. Ecco il reportage di Horowitz in versione integrale.


La cosa peggiore che possa capitarti nella socialdemocratica Svezia, è essere tacciato di razzismo, per cui la polizia e il governo, come raccontano i due poliziotti intervistati da Horowitz, nascondono sotto una vergognosa cappa di omertà l'identità dei responsabili degli stupri, delle violenze, delle intimidazioni, dei roghi di auto, dei conflitti a fuoco per strada, condotti perfino con armi da guerra come i kalashnikov.
Il regista è entrato in una no go zone, una di quelle aree sempre più frequenti nelle città europee, dove gli immigrati applicano la loro legge, di solito la sharia, e il territorio non appartiene più allo Stato ma allo straniero. Aree presenti in Belgio, Francia, Gran Bretagna, probabilmente anche Italia, dove gli autoctoni, ovvero i padroni di casa, non sono più liberi di circolare liberamente perché potrebbero subire aggressioni, vogliamo dirlo? di tipo razziale. Horowitz infatti subisce e documenta nel film un'aggressione ai suoi danni  proprio per aver tentato di violare il blocco di una di queste aree.

Perchè, chiede Tucker Carlson, la Svezia, che era un paese poco popolato, ha deciso di fare entrare negli ultimi tempi 160.000 stranieri appartenenti a culture ed etnie completamente diverse e in molti casi arretrate e con tratti incompatibili con l'Occidente? Perchè, dice Horowitz, "la Svezia si considera una superpotenza umanitaria". 
A proposito, di quella massa di immigrati, solo  500 hanno poi trovato lavoro in Svezia. Com'era quella dell'esercito industriale di riserva, grande classico marxista, che attribuisce l'invasione alla volontà dei padroni di importare mano d'opera a basso costo al fine di livellare verso il basso i salari della forza lavoro autoctona? Finora pare che, senza le industrie decimate dalla crisi, non si abbia tanto bisogno di soldatini industriali ma piuttosto di soldati e basta. Anzi di soldataglia da saccheggio e stupro etnico. Del resto, ci avevano  già pensato i sindacati in combutta con i partiti della sinistra, prima che arrivassero i saraceni, ad abbassare gli stipendi agli operai locali, dopo essersi abbassati le mutande di fronte ai padroni. E' questa la verità innominabile che nascondiamo tra i peli del barbone di Carlo Marx?

Nonostante l'impossibilità causa crisi di essere integrati nel mondo del lavoro, gli immigrati in Svezia (come al solito in maggioranza maschi adulti) ricevono una serie di benefit (ormai limitati o addirittura negati agli autoctoni sempre a causa della "crisi") che vanno dalla casa, all'istruzione, all'assistenza medica, all'auto, ai vestiti, al cibo. Diventano di fatto dei privilegiati economici inoculati in un contesto sociale in cui di fatto l'autoctono è discriminato e, oltretutto, ricevono una sorta di licenza di delinquere, perché nessuno, per paura dell'accusa di razzismo e intrappolato nel ricatto della dittatura del buonismo, si sognerà di stigmatizzarne le imprese. Verrà loro concesso di considerarsi "bambini" anche quando sono adulti conclamati, ottenendo quindi pene ridotte. E solo perché nessuno, per paura del razzismo, oserà mettere in dubbio la loro dichiarata minore età.
Non solo,  la licenza comprende anche quella di poter esercitare il razzismo nei confronti degli autoctoni che, per le donne locali, significa possibilità di stupro etnico. Un tipico fenomeno accessorio delle invasioni militari, non certo dei periodi di pace.
Forti di questa assoluta impunità e con l'appoggio della politica, favoriti dalla forza numerica, questi immigrati creano le "no go zone", dalle quali espellono gli autoctoni e dove la polizia dello Stato ospite non si sogna nemmeno di entrare. I poliziotti intervistati nel documentario ammettono che, se inseguendo l'auto di un fuggitivo si arriva ai margini di una "no go zone", la polizia si ferma e non osa proseguire.

Questa è la realtà della Svezia e di gran parte della UE. La realtà che si cerca disperatamente di nascondere nel momento in cui il vero progettino dell'ONU e del wannabe governo globale rischia di venir smascherato. Come si permette Trump di suggerire che "immigrato non è poi così bello"? Che l'Europa è nella merda per colpa di politici che scriteriatamente continuano ad andare a prendere africani e asiatici a migliaia da inserire a forza nel continente senza poter offrir loro alcuna prospettiva se non la possibilità di islamizzare e sottoporre alla sharia il continente? Che la bionda e materna socialdemocrazia svedese può essere in realtà più spaventosa dello stalinismo? Che l'autogenocidio non è stato un incidente isolato cambogiano ma è IL progetto che persegue l'élite per la distruzione dell'Occidente? Insomma che il progetto di ingegneria sociale è esploso nelle mani del bombarolo? Di quale integrazione stiamo parlando quando lo Stato di un paese (sempre la Svezia) è ridotto a pagare dei ragazzini locali affinché trascorrano del tempo con i "rifugiati" per "integrarli"?

Questa cosa spaventosa, disumana, questo vero e proprio genocidio della propria gente condotto con l'alibi dell'accoglienza e dell'integrazione, con quest'insopportabile aura di buonismo satanico, non è altro che la descrizione perfetta nella neoplasia del tessuto sociale. Come si distrugge una comunità, un paese e, alla lunga, un'intera civiltà, facendone impazzire le cellule e disattivandone le difese immunitarie.
Per esempio costringendo alla coabitazione forzata due culture, una arcaica e una evoluta, pretendendo che sia quella evoluta ad adattarsi e a sottomettersi a quella che ragiona arcaicamente con la violenza.

Sto esagerando? Ascoltiamo un immigrato di lunga data, un cittadino svedese di origini bosniache e con radici culturali islamiche che è noto su YouTube come Angry Foreigner, il quale conferma lo stato di devastazione, l'assoluta follia che ha colpito la società svedese a causa dell'immigrazione selvaggia voluta da una classe politica che, secondo le sue parole, "odia veramente le persone".
Da lui apprendiamo altre cose interessanti.
Ad esempio che gli svedesi (coloro "che sono svedesi da più tempo", come direbbe la Fuhrerin) non riescono più ad usufruire come prima delle cure dentistiche e psicologiche a causa della pressione alla quale è sottoposto il sistema sanitario nazionale a causa dell'afflusso di migranti (ai quali si deve concedere di tutto e di più, ovviamente). "Su, lei non ne ha bisogno", viene risposto al cittadino svedese che chiede aiuto per la sua depressione.

Uno dei fiori all'occhiello dell'evoluzione sociale svedese era il fatto che, a diciotto anni, i figli andassero via di casa e per vivere per conto loro. Ora viene loro raccomandato di restare a casa con i genitori, perché gli alloggi... indovinate a chi servono. Le liste di attesa per un appartamento possono raggiungere i vent'anni e i prezzi delle abitazioni sono cresciuti enormemente. La questione non è essere pregiudizialmente contro l'immigrazione, dice Angry Foreigner, ma contro l'uso folle e criminale che ne viene fatto oggi dai governi.
La Svezia ha protestato con Trump, continua, ma sa benissimo a cosa Trump si riferisse. I politici e i giornalisti che hanno abbaiato contro il presidente americano non vivono a contatto dei problemi perché non vivono nella stessa realtà vissuta dai loro cittadini.
Angry Foreigner si augura che Trump continui a parlare della Svezia, perché la Svezia è un ammonimento per tutti noi. La Svezia attuale è il senso di colpa bianco che prevale sulla logica. E' ciò che accade quando il politicamente corretto diventa la religione di stato.

Capito ora il perché di quella spruzzata di defoliante mediatico sul discorso di The Donald? Le polpette svedesi erano buone, almeno?




venerdì 17 febbraio 2017

Ogni cosa che dirai potrà essere usata contro di te


Riferendomi al titolo del post, quante volte abbiamo ascoltato questa frase nei polizieschi americani, preceduta dall'immancabile "leggigli i suoi diritti" rivolta al collega dal poliziotto che sta trattenendo l'arrestato? E' il "Miranda warning", ovvero la formula con la quale un indiziato viene informato dei suoi diritti, sanciti dal quinto emendamento della costituzione americana, a salvaguardia del rischio di autoincriminazione. Ecco il testo completo:
  • You have the right to remain silent and refuse to answer questions. (Hai diritto a rimanere in silenzio e di rifiutarti di rispondere alle domande)
  • Anything you say may be used against you in a court of law. (Ogni cosa che dirai potrà essere usata contro di te in tribunale)
  • You have the right to consult an attorney before speaking to the police and to have an attorney present during questioning now or in the future. (Hai diritto di consultarti con un avvocato prima di parlare con la polizia e di richiedere la sua presenza durante gli interrogatori, ora o in futuro.)
  • If you cannot afford an attorney, one will be appointed for you before any questioning if you wish. (Se non puoi permetterti un avvocato, se vuoi te ne sarà assegnato uno d'ufficio). 
  • If you decide to answer questions now without an attorney present, you will still have the right to stop answering at any time until you talk to an attorney. (Se decidi di rispondere alle domande ora anche non in presenza del tuo avvocato, avrai sempre il diritto in ogni momento di rifiutarti di rispondere agli interrogatori prima di esserti consultato con l'avvocato).
  • Knowing and understanding your rights as I have explained them to you, are you willing to answer my questions without an attorney present? (Letti e compresi i tuoi diritti, sei disposto a rispondere alle domande senza la presenza di un avvocato?)
Si fa presto a criticare gli amerikani, ma questo Miranda (dal nome di un imputato il cui caso fece giurisprudenza) è un modo per ricordare a tutti, a chi difende la legge e a chi l'ha appena violata, che la Costituzione è la legge delle leggi, e che in suo nome vi sono delle regole da rispettare. 
Per intenderci, in Italia ai tempi di Tangentopoli l'indiziato veniva trattenuto in galera fintanto che non avesse deciso di "parlare", innocente o colpevole che fosse. Altro che "puoi rimanere in silenzio". Difatti una normativa simile ai Miranda warnings è stata introdotta nel nostro paese solo nel 2014 e come recepimento di una normativa UE (più a  tutela degli stranieri che delinquono in Italia, dicono i soliti malpensanti).

Ora immaginate che quel "ogni cosa che dirai potrà essere usata contro di te" si riferisca non ad un avvertimento a tutela dei propri diritti ma, prendendola alla lettera,  ad una promessa contenuta in un progetto di legge; e che l' "ogni cosa" sia null'altro che il diritto alla libertà di espressione sancito dalla costituzione italiana, si, blablabla, lo sappiamo.
"Ogni cosa che dirai" (o scriverai) quindi "potrà essere usata contro di te" (costituirà potenziale reato). 
E' esattamente l'opposto di Miranda e non a caso, visto che viviamo nel totalitarismo della realtà fatta girare al contrario e del gusto per il rovesciamento della polarità del senso delle cose.

Questo progetto esiste ed è il disegno di legge appena presentato in Senato (quindi non ancora discusso né approvato) che pretende di combattere il fenomeno delle fake news. Faccio prima a farvelo presentare da Claudio. Ascoltate attentamente.



Quest'ultimo ddl rappresenta l'ennesimo tentativo dei molti già abortiti di imporre il bavaglio alla rete ma in particolar modo stabilisce una tale sequenza di aberrazioni giuridiche, oltre al solito stupro costituzionale aggravato, che vorrò proprio vedere, dovesse disgraziatamente passare, quale giudice avrà il coraggio di applicarlo e di comminare ai "colpevoli" le sanzioni pecuniarie e il carcere. 
La distinzione tra testata registrata e blog, con la sostanziale licenza di menzogna sancita per legge per i giornali (che dovranno diventare automaticamente di regime se vorranno sopravvivere) è talmente enorme che non vale la pena commentarla e l'impossibilità di stabilire cosa sia in grado di "minare il processo democratico", senza essere passati prima per una definizione di "processo democratico", ne sancisce l'inapplicabilità pratica. Ovvero, questo è un testo improponibile in un regime democratico e applicabile solo in un contesto autoritario dove la legge è fatta a immagine e somiglianza del regime e gli asini, contro ogni evidenza, possono volare. Dove quindi può esistere solo la Menzogna Suprema, quella più grande di tutte e che alla fine la gente dovrà credere.

Non mi meraviglia che questo testo illegittimo sia stato formulato da qualcuno scelto evidentemente per la sua ignoranza legislativa e che sia stato firmato da tutti i gruppi parlamentari di un Parlamento dichiarato illegittimo dalla Consulta. Un testo che è espressione della disperazione di chi non è più capace di trattenere il consenso e che può mantenerlo artificialmente solo attraverso la deriva autoritaria.

A me viene quasi da sorridere, perché questa fragile impalcatura pseudo-giuridica di cartapesta rischia seriamente di essere preceduta nel crollo, e quindi travolta, da quello di tutta l'architettura di questo folle totalitarismo globalista. 
Adele, stai serena.


domenica 12 febbraio 2017

I figli di Della Vedova


Gli ultimi feticisti delle infauste stelle gialle, gli oropentacoli su sfondo blu - mai bandiera fu altrettanto simbolicamente rivelatrice del suo controsignificato - si sono riuniti alla Fonderia Napoleonica Eugenia il giorno 11 febbraio - anche qui gran feticismo dei numeri - per un convegno intitolato "Forza Europa". 
Non l'hanno chiamato "Fozza Uopa" perché non è stata la celebrazione di una nascita, dell'inizio di un nuovo ciclo segnato da quel dieci+uno, ma piuttosto un'orazione funebre, alla quale hanno partecipato tutti i becchini, i dottori morte, le infermiere killer, i necrofori che, in nome di un progetto elitario andato a male non per colpa dei populisti brutti o del fato avverso ma per un intrinseco difetto strutturale, per una teratogenia congenita, in questi ultimi anni non hanno provocato solo la morte astratta di un'idea ma quella concreta di un numero ancora indefinito ma che un giorno sarà conteggiato accuratamente di suicidati, di rovinati, di licenziati, di immiseriti, di violentate, di brutalizzati in tutta Europa. E tutto per tenere in vita a tutti i costi la diletta mostruosità.

Con quale coraggio e quali referenze, scadute perché firmate dagli sconfitti dal nuovo corso americano, sconfitti in un modo che deve ancora essere delineato nella sua ampiezza che sarà sconvolgente, un ammasso di radicali et al. che, schienati, agitano disperati le zampette, cercano di offrirsi ai nuovi padroni? 
"Bisogna rafforzare la Ue nell'interesse di tutti" dice Della Vedova. No, egregio. L'interesse è solo vostro. Uno squisito e guicciardiniano particulare. Dalla fine del mostro noi, da proletari e riproletarizzati, non abbiamo nulla da perdere ma solo da guadagnare, direbbe Marx.

E come la rafforzereste e conservereste, sentiamo, la UE? Con argomenti come questi che seguono?
"Io sto soprattutto con chi vuole difendere questo progetto europeo, migliorarlo, andare avanti e non prendere sempre l'Europa come capro espiatorio di tutti i nostri mali. Questo è facile ma è illusorio e non serve a niente. Sto con quelli che pensano che certamente ci sono delle falle, ma che vogliono andare verso gli Stati Uniti d'Europa. Tornando a 28 staterelli non capisco quali problemi si risolverebbero". (Emma Bonino)  (fonte)
(Basterebbe solo quello "staterelli", vero? Che prurito, che prurito alle mani, signora mia.)
"Forza Europa è una chiamata alle armi liberali, nonviolente e democratiche per combattere contro l'ideologia della chiusura. Oggi abbiamo dimostrato che è possibile prendere gli applausi parlando bene dell'Europa. E a Renzi, con cui ho condiviso convintamente la battaglia referendaria e di cui ho apprezzato la leadership di governo, dico che assecondare l'euroscetticismo finirà per danneggiare in primis lui stesso e il Pd". (Benedetto Della Vedova) (fonte)
A parte la riesumazione, sempre per restare in tono funerario, della salma ormai consunta e riducibile di una formazione politica omonima risalente agli anni 90, notare la contraddizione tra il concetto di armi (seppur liberali) e nonviolenza. Quindi le vostre sono armi finte, pistole ad acqua e fuciletti a tappo? Però, ricordatelo, i morti sono veri e reclamano giustizia.
Come per l'aggettivo "liberale", anche la nomina invano della democrazia è notevole, effetto di quel malcostume dialettico per il quale, inserendo in un discorso la parola "democratico" o "democrazia", si crede di poter coprire e giustificare qualsiasi nefandezza che esso nasconda o proclami apertamente. 

Non c'erano solo radicali conclamati al convegno ma anche ex come Francesco Rutelli, varie scorie di Scelta Civica capitanate da Mario Monti e vario tessuto granulare piddino.

Per Francesco Rutelli "parlare male dell'Europa anziché lavorare per migliorarla è un grave errore. Il consenso antieuropeo è effimero".
Ma davvero? A me non pare. Pare che Marine Le Pen stia veleggiando verso una vittoria che, mettendo mano a tutte le gonadi possibili, non è mai stata così probabile, anche a causa di scelte sbagliate degli avversari
Mi risulta che il Parlamento Britannico abbia dato pieno mandato a Theresa May, a sua volta come rappresentante la volontà popolare che si è pronunciata con il voto sulla Brexit, di appellarsi all'art. 50 del Trattato di Lisbona, per uscire dalla UE.
Lo sapete, a proposito, che l'appello all'art. 50 lo potrebbe fare qualunque paese della UE? E che addirittura è prevista dalla Convenzione di Vienna del 1969, che regola tutti i trattati internazionali, la possibilità di ritirarsi da un trattato in caso di sopraggiunta impossibilità a rispettarne i dettami? TINA, vieni qua e debunkacelo.
Immaginate perché Tsipras, l'ex no global divenuto pro global e gli inciucisti nostrani, compresi i forzeuropaioli vari, si rifiutano di farlo?
Ricordate il Titanic? Tennero chiusi i cancelli che separavano le terze classi da quelle dei signori per evitare che degli straccioni occupassero le insufficienti scialuppe di salvataggio.
E poi, in ultima analisi, caro Rutelli, si può migliorare il cancro senza asportarlo?

Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori da parte sua è convinto che:
"Senza l'Europa, si torna ai nazionalismi con tutti i rischi che comportano. Se oggi siamo qui per rilanciare l'Europa unita, è proprio perché c'è chi, come Trump, la minaccia. Ha ragione Mario Draghi: senza l'integrazione europea oggi saremmo tutti più poveri". (fonte)
L'unica verità, prima di quell'oscena bestemmia finale sul "saremmo più poveri", il che è esattamente ciò che è accaduto, ma Gori dalla sua torre d'avorio non lo percepisce, è quel "Trump la minaccia". 
E se Dio vuole! Trump e chi è dietro Trump hanno parlato chiaro. I giorni dei paesi che usano la svalutazione monetaria - inclusi coloro che fanno dumping salariale per aggirare la fissità del cambio in regime di moneta unica - al fine di avvantaggiarsi indebitamente nei confronti degli altri paesi; i giorni delle Angele Merkel con le loro belle mutandine rosa, sono finiti. E potete immaginarvi dove si mettano, Trump e soci, le minacce delle Angele e delle Moncherini "a non impicciarsi negli affari europei". Dio, che spettacolo sarà vedere il panico nei loro occhi velati dal Roipnol del fanatismo ideologico, quando crollerà la loro fasulla Babilonia di kapò, ubriaconi, pervertiti e parassiti dei rispettivi popoli. E' l'economia globale che ce lo chiede e, mi dispiace, essa è più importante della UE.

Un Monti insolitamente scravattato, forse per evitare spiacevoli allusioni, ha lamentato che:
"L'Unione Europea rischiamo davvero di perderla e non credo sia catastrofismo impiegare la nostra immaginazione nella costruzione di scenari in cui l'Unione Europea sia stato un importante fenomeno transitorio. Si sta facendo molto per perderla con azione positiva di piccone e azione negativa di equivoco e ambiguità. E' un dovere conservare l'Unione Europea". (fonte)
Sempre lucido il dottor Montenstìn che vede razionalmente la fine di una porcata alla quale, in piena coscienza e in pieno possesso delle facoltà mentali, accettò di partecipare in quel non lontanissimo 2011, con la creazione del suo mostro di governo. Quello che ormai, per le soffiate messe per iscritto da tanti autorevoli compagni di merende internazionali, fu nient'altro che un golpe di quelli silenziosi e subdoli che utilizzano i killer di nazioni al posto dei carri armati e dei generali.

Vorrei rassicurare coloro che si sono preoccupati della rimpatriata eurofila di Milano. In fondo è stata solo la grande seduta liberatoria di un gruppo di auto mutuo aiuto, dove tutti hanno potuto finalmente confessare i loro crimini e liberarsi di un peso.
Come i serial killer che: "Si, credo di averne ammazzate altre venti in questo stato. Se scavate in quel bosco al confine con il Michigan le troverete." 
E' mancato un finale in stile reverendo Jones con il giro sangria. Peccato. Sarebbe stato un gran colpo di teatro.
La confessione. Non riesco altrimenti a spiegarmi questo acting-out collettivo sull'orlo del burrone. Con ancora una volta americani e russi in procinto di dover intervenire in Europa per rimediare ad un casino provocato dalla Germania.
Con i media che già cercano di spacciare un Schultz tagliato male come l'anti-Merkel quando, dal punto di vista eurofilo, Schultz è ancora peggio di madame, in quanto desinistra. Citofonare sempre Tsipras.

Se la Francia ha una mezza speranza di cavarsela grazie ad un forte partito nazionalista, ovvero al recupero del principio che è giusto fare l'interesse dei prorpi cittadini prima di quello delle elite sovranazionali e deigli altri popoli, la Germania è fottuta, perché il senso di colpa nei confronti del nazionalismo divenuto buonismo autorazzista non permetterà mai ai tedeschi comuni di far diventare maggioritaria una vera alternativa ai partiti del mercantilismo, di fare qualcosa di equivalente al voto per la Brexit dei britannici.
Il mercantilismo è la vera potenzialita negativa, agisce ormai in formula pura al 100% senza nascondersi più dietro le svastiche, ma i tedeschi se ne rendono conto?
Purtroppo, senza una soluzione drastica e duratura "il problema con la Germania" ricomparirà, perché si alimenterà ancora una volta del senso di impunità. La questione tedesca si è già ripresentata tre volte in un secolo perché, nel momento in cui si aveva la giustificazione degli immensi crimini del nazismo, che non fu altro che la militarizzazione del mercantilismo, per farlo, non si è voluto porvi rimedio per calcolo di convenienza geopolitica e per scrupolo di coscienza. Lo stesso scrupolo che i Kohl, gli Schauble e le Merkel non ebbero poi nei confronti dei loro fratelli della DDR, e tanto meno dimostrano oggi nei confronti dei greci.
Morgenthau reloaded? Forse fu un errore fermarlo, perché il mercantilismo tedesco era il perfetto contraltare europeo dell'imperialismo giapponese ma solo il secondo fu stroncato, sappiamo come..

Marx scrisse (oggi l'ho già citato due volte): "La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa." La seconda guerra mondiale fu indubbiamente la tragedia ma ora, a parte i pagliacci che si agitano sulla pista del circo europeo, non riesco ad immaginarlo, un finale farsesco. Temo proprio che non ci sarà niente da ridere.

mercoledì 8 febbraio 2017

Il Grande Fratello e la su' sorella



Quanto avrà pagato l'editore all'autore, sicuramente precario e quindi disposto a tutto, questo pezzo non firmato, il cosiddetto redazionale? Tre euro? Beh, li vale tutti perché è una vera collana di perle. Fossi in loro il ragazzo, o la ragazza, l* assumerei con un bel giobbsact
Non ce l'ho con il precario, poraccio, lui esegue solo gli ordini, ma mi piacerebbe tanto, dopo averli degnati di una testata in fronte, chiedere a questi geni che scrivono sul mainstream una definizione, con parole loro, di fake news, traducibile in "notizie fasulle". Cosa si intende esattamente con fake news, perché il significato non è così intuitivo. Perché, a leggere il periodo stabilobossato di cui sopra, parrebbe trattarsi di notizie che potrebbero semplicemente far vincere i populisti, ovvero i loro avversari ( o meglio, gli avversari dei loro padroni).
(Caro precario, ti hanno insegnato al corso di giornalismo che chiamare il nemico Ghibellino ti qualifica inevitabilmente come appartenente ai Guelfi? Non ti hanno detto che il cronista dovrebbe rimanere super partes, vero? Capisco).

Twitter e Facebook insomma non hanno fatto nulla per impedire la vittoria di Trump. E che dovevano fare, farsi scoglio ed arginare il mare? Dio, che fregola di Stasi che hanno! Infatti la Germania, guarda la combinazione, ha proprio incaricato persone ex appartenenti alla famigerata polizia politica di farsi strenui difensori e custodi dell'ortodossia strusciamigranti ed ipereurista della Kancelliera prima che dal bunker risuonino i colpi delle Luger.
Ora, mancato il colpo della presidenta delle Statesse Unite, l'imperativo è fermare la Le Pen. Direte, ma non sarebbe una presidenta inquantodonna anche lei? No, lei è di destra, non vale. 
Otto testate giornalistiche otto più Facebook. Che paura. Lo sapete che potete anche essere in ottocento o ottomila e già oggi non vi crede più nessuno, nemmeno i vostri seguaci?



Definire Breitbart News un sito di bufale e i suoi articoli "offensivi" è il tocco da maestro da parte di qualcuno che non ha probabilmente mai letto un suo articolo. Come pure ignora che Breitbart News fu il primo sito in assoluto che pochi giorni dopo i fatti di Colonia li raccontò senza censure e con la maggiore completezza possibile, in un clima di generale e vergognosa censura a media "veritieri" unificati. Ecco cosa vi rende dei cialtroni, schiavi ma non per questo meno cialtroni dei padroni. L'ignorare e vantarsi di essere ignoranti. Milo Yannopoulos, che è personaggio non  proprio simpaticissimo, è stato bannato solo perché dice apertamente che le femministe sono delle stronze di merda. In teoria sarebbe personaggio da tutelare in quanto gay, ebreo e immigrato di origini greche ma il fatto che sia di destra annulla tutte le altre qualità, come per Marine. E ciò la dice lunga sulla sincerità di questi farabutti che purtroppo ci dominano, di questi progressisti del cazzo.

Tornando al blue bird. Una cosa non mi è chiara. Per grazia di Dio, come farebbe un motore di ricerca interno a discernere la notizia buona dal loglio? E che è, Hal9000? Forse, più semplicemente, cancellando le parole scomode, quindi ricorrendo alla cara vecchia censura come ordina di fare ai suoi scagnozzi il ciccione coreano? E che mi dite della "qualità scadente" del contenuto? Ha a che fare con l'olio di palma? Con i conservanti, gli additivi chimici, i parabeni?
Non si accorgono che termini come "la caccia e l'eliminazione" rappresentano un linguaggio violento che mal si addice a dei cultori della bontà disinteressata. Vogliamo definirlo "hate thought" o più comodamente pensiero unico?



Quanto li stimerei di più se ammettessero di essere dei sinceri antidemocratici, di voler perseguire la distruzione dei nemici ideologici e la fine di questa civiltà. Quanta maggiore dignità avevano personaggi schifosi come Lavrenti Berija, rispetto a loro. Invece si travestono, fanno la voce smielata, si danno il tono sofferente da madonnine infilzate. Ha ragione Milo, la Grande Sorella è una grandissima stronza.

I versacci satanici. Perché la cultura pop è diventata così volgare?

Miley Cyrus

"Quando il brutto, l'orrido vengono venerati come fossero bellezza, possiamo dire di vivere in una cultura all'ultimo stadio di decadenza e depravazione. " (Paul Joseph Watson)

Diciamo la verità. Se negli anni sessanta-settanta, ma perfino nei già decadenti e vacui anni ottanta, seppur in confronto una decade rinascimentale rispetto alla cloaca attuale, ci avessero detto che quest'ossessa ipercazzuta sarebbe diventata un giorno uno dei modelli culturali per le ragazzine, non saremmo mai riusciti a crederlo possibile. In realtà Miley Cyrus è al di là della provocazione perché arriva in un'epoca in cui ogni limite di provocazione è già stato superato da tempo ed ogni tabù è stato già trasgredito, con gli ultimi più resistenti sul punto di essere infranti.
Il suo e di altri ruolo di "modello" è unicamente quello di riempire un vuoto - l'assenza di cultura - con il nulla culturale, imbottendolo con il pluriball delle loro canzonette di merda e i loro versacci satanici, non potendo agire nient'altro che quella particolare forma di disturbo mentale che è la disinibizione frontale, ovvero il non aver più freni inibitori perché una lesione o una intossicazione chimica ci hanno fottuto il cervello. Qualcosa di molto simile alla lobotomia praticata non molto tempo fa dalla psichiatria politicamente rieducativa. Ogni loro gesto è volutamente estremo ed il più possibile volgare, perché lo scopo è unicamente quello di essere offensivi, di aggredire il senso estetico fino a far accettare l'annichilimento del bello e della purezza per sostituirli con il brutto e il sordido.

Miley Cyrus
Lo stato desolante dell'Arte attuale è sempre più evidente ma finché ne parliamo noi babyboomers, ormai sulla soglia della vecchiaia, possono sembrare discorsi da vecchi, appunto. Da nostalgici della propria interpretazione personale ed idealizzata del passato vissuto quando si era giovani, magri e belli. Spensierati magari no ma sicuramente circondati da un mondo meno disfunzionale e votato all'autodistruzione. Un'epoca in cui si viveva nell'incubo atomico, ovvero si poteva rischiare di morire per mano di altri, ma non si sarebbe certo potuto prevedere di doversi un giorno difendere dai "nostri", votati alla nostra distruzione e a quella di un'intera civiltà per sostituirla con il suo contrario, ovvero la regressione alla barbarie.
Noi vecchi ci rendiamo conto, dunque, che non vi è più cultura ma il suo contrario, ma fa un immenso piacere ascoltare dei giovani, dei millennials, come si chiamano ora, esprimere un sano e giovanile disgusto e una salutare ribellione nei confronti di questo attacco senza precedenti alla propria civiltà.
Ho particolarmente apprezzato in questo senso il video che segue di Paul Joseph Watson, perché potrebbe essere considerato un bel manifesto di reazione contro la vocazione alla distruzione di tutto ciò che è cultura.


Cerco di riassumervene i concetti principali. Dice Paul:
"La cultura pop attuale ha raggiunto livelli di disumanizzazione, volgarità, vacuità, idiozia e gusto del grottesco come mai era accaduto nella storia. Il fenomeno si è particolarmente evidenziato negli ultimi venticinque anni.
Il postmodernismo si prefigge lo scopo di cancellare la distinzione tra cultura alta e cultura popolare, mirando a plasmare la società a sua immagine. Se ci fate caso, dall'architettura all'arte, alla musica, all'intrattenimento televisivo, è un trionfo di orrido, di grottesco, di osceno, il cui scopo è minare alle fondamenta la civiltà occidentale. La televisione, ad esempio, non fa che mostrare continuamente famiglie distrutte, maschi emasculati e giovani affetti da edonismo narcisistico e nihilista, pretendendo con ciò di rappresentare la realtà e fornire il modello al quale dovremmo tutti adattarci.
Il comportamento bizzarro e deviante è legittimato dalla cultura dominante televisiva fino, ad esempio, all'esaltazione delle perversioni, financo la pedofilia. Tuttavia questa liberazione non provoca felicità ma il suo contrario. E' ormai provato e lo afferma uno studio scientifico del 2010, che più televisione si guarda, più si diventa depressi, ansiosi ed obesi.
L'attuale cultura popolare è ipersessualizzata. Anche la pornografia diventa sempre più oltraggiosa e deviata. Non è difficile rendersi conto che il richiamo alla sessualità dei messaggi proposti è decisamente più gratuito rispetto al passato e per nulla liberatorio ma rappresentante una sessualità ritualizzata e fine a sé stessa dove l'esaltazione della promiscuità e dell'infedeltà conduce a livelli maggiori di infelicità e solitudine."
Il senso di vuoto, disperato abbandono e anestesia dei sentimenti che è così ben descritto nell'ultimo film di Stanley Kubrick "Eyes Wide Shut", film erotico dominato da Thanatos e straordinario messaggio di avvertimento a chi è in grado di interpretarlo.
Il rovesciamento dell'Eros in istinto di morte e distruzione serve a ridurre l'individuo a cellula indistinta che forma una massa di individualità senza radici, cultura e punti di riferimento; il fango con il quale devono essere plasmati gli schiavi del nuovo millennio.

Analizzando l'industria dello spettacolo, Watson afferma:
"La volgarità ha sostituito il talento. Le star, le celebrità diventano tali quanto più in basso sono capaci di scendere nella scala del ludibrio al quale sottopongono sè stesse. Il narcisismo è l'unico valore di riferimento e quello da trasmettere al pubblico. Bisogna diventare una celebrità in sé e per se, non al fine di poter esprimere una qualunque capacità artistica e creativa.
Le star, d'altra parte, sono prigioniere di un meccanismo che le obbliga ad uniformarsi all'unico modello postculturale di vacuità, nel quale ogni diversità od originalità, per non dire talento, sono vietati, pena l'emarginazione e la perdita della posizione dominante raggiunta. Il risultato di questa oppressione è una cultura popolare assolutamente sterile.
Guardiamo alla musica. Sempre i soliti autori che scrivono sempre le stesse canzoni per le stesse quattro o cinque star. Perché pensate che tutto suoni uguale, ripetitivo, con il medesimo ritmo elettronico e la stessa diarrea verbale che costituisce i testi delle canzoni. La musica non è mai stata mai così indistinta e i testi più uguali e demenziali. Gli ultimi venticinque anni non hanno prodotto nemmeno un autentico nuovo movimento nella musica pop. I giovani che dagli anni Cinquanta agli Ottanta avevano potuto veicolare la propria ribellione in movimenti come il rock, la psichedelia, fino al punk, al grunge, al goth, ora sono condannati a crescere con in sottofondo musica rappresentante il nulla.
I giovani sono stati privati della musica come mezzo tradizionale per esprimere la propria ribellione per essere invece rinchiusi nel ghetto delle "identità".
Un aspetto particolare di questa cultura dell'assenza di cultura è rappresentato dal movimento Gangsta e Hip Hop, secondo il quale il modello per i giovani afroamericani dovrebbe essere il criminale da strada, violento e barbarico, che ha mille volte più probabilità di essere fatto secco da un altro afroamericano, altrettanto violento ed imbarbarito, più che da un poliziotto, ma che viene sobillato alla guerra razziale contro "i bianchi". Un modello creato dai razzisti elitari per imprigionare il talento dei neri e dove il rap, ovvero la regressione alla lallazione autistica sostituisce, distruggendola, l'immensa cultura musicale afroamericana del rag, jazz, soul, blues, funk che aveva dominato il secolo scorso e che ne era stata la colonna portante. Dietro la maschera del politicamente corretto che attribuisce ai bianchi cresciuti nel mito di Charlie Parker e Jimi Hendrix un inesistente suprematismo, la narrazione al contrario dell'élite auspica un ritorno degli afroamericani e, in Europa, degli africani ivi deportati, al modello del "negro da piantagione".  Orco da usare, assieme all'islamico radicalizzato, contro l'odiosa democrazia occidentale.
Per fortuna esiste un movimento in fortissima crescita, all'interno della comunità afroamericana, fatto di giovani e no, che si oppone a questo sordido razzismo fatto di buonismo tagliato con il male, al quale occorrerà dedicare un post a parte e che spero spiegherà perché siamo finiti da Hendrix a Bello Figo.

Tornando al video di Paul, gli effetti del condizionamento nihilista sono devastanti perché eliminano alla radice il dissenso la cui gestione, tradizionalmente e in ogni epoca, è affidata in primis ai giovani ed al loro naturale senso di ribellione.
"Gli studenti in passato creavano controcultura, che poi, generalizzandosi, diveniva cultura pop. Ora gli studenti sono impegnati nel politicamente corretto, del virtue signaling e negli studi gender mentre vengono imprigionati nei social media. Non esiste controcultura perché i giovani sono forzati alla conformità ed all'omologazione dell'unica postcultura dominante.
I ragazzini sono talmente sazi della cultura dell'intrattenimento che non hanno tempo per creare la loro controcultura, di esprimere le loro idee ma rigurgitano solo ciò che vomitano loro nel cervello le celebrità. Ed è per questo motivo che questi ragazzini sono tutti uguali. C'è individualismo ma non individualità."
L'attacco alla civiltà passa attraverso la distruzione del senso estetico.
"L'Arte contemporanea celebra l'orrido e tutto ciò che è contrario al concetto di bellezza. Un escremento dentro un sacchetto di plastica diventa un'opera d'arte da esporre in un museo. Allo stesso tempo ai veri capolavori d'arte figurativa del passato vengono cambiati i titoli, affinché essi non suonino "offensivi".Le rappresentazioni teatrali sono passate da Shakespeare e Oscar Wilde alla pura azione vuota della volgarità e della demenzialità.
Per come si è strutturata, la cultura pop attuale rappresenta una vera minaccia alla civiltà occidentale, tanto da diventare uno dei pretesti per giustificare il radicalismo islamico." 
In effetti, quando il radicalismo islamico ci definisce una civiltà degenerata, come dargli torto? Il problema è che non si può sostituire una civiltà che ha stabilito, come fine di un lunghissimo percorso, il principio di democrazia, con la regressione al fondamentalismo religioso ed alla pre-democrazia. Non vi è salvezza se non all'interno della cultura democratica che, dispiace per i finti antirazzisti e falsi amici delle culture "altre", è una conquista dell'Europa e della cultura fondata sulle radici greco-romane e giudaico-cristiane. Ovvero tutto ciò che un'élite folle e fuori controllo sta facendo di tutto per distruggere con ogni mezzo culturale ed economico.

Conclude Paul Joseph Watson, nel video:  "Dobbiamo promuovere la nascita di un nuovo Rinascimento culturale che torni a promuovere la bellezza, il talento e l'esaltazione delle conquiste della creatività umana. Il conservatorismo sarà il nuovo movimento rivoluzionario."

Non potrei essere più d'accordo. Ma perché Paul non sei mio figlio?

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